Doha: Tamberi e Tortu settimi in Diamond League

13 Maggio 2022

Nella prima tappa del massimo circuito mondiale 2,20 per Gimbo nell’alto, 20.41 (+2.1) per Filippo nei 200. Battocletti al personale outdoor nei 3000 (8:50.66), Abdelwahed 8:26.89 nelle siepi

 

Due settimi posti per i campioni olimpici Gianmarco Tamberi e Filippo Tortu nella tappa inaugurale della Wanda Diamond League a Doha, in una serata fortemente condizionata dal vento al Qatar Sports Club: rinviata la gara dell’asta con il primatista del mondo Armand Duplantis. L’oro del salto in alto supera 2,20 alla terza prova e poi sbaglia per tre volte 2,24, l’ultimo frazionista della staffetta 4x100 di Tokyo si esprime in 20.41 nei suoi primi 200 metri dell’anno (+2.1 la brezza). Primato personale outdoor per Nadia Battocletti nei 3000 metri (8:50.66, undicesima), nona piazza nei 3000 siepi per Ahmed Abdelwahed (8:26.89). Cinque migliori prestazioni mondiali dell’anno in Qatar: spicca il 93,07 nel giavellotto del grenadino Anderson Peters. World lead anche per il coreano Woo Sang-hyeok (2,33) nell’alto, per la burundiana Francine Niyonsaba (8:37.70) nei 3000, per il marocchino Soufiane El Bakkali (8:09.66) nei 3000 siepi e per il brasiliano Alison Dos Santos nei 400hs (47.24).

TAMBERI - L’avvio stagionale, per Gimbo, è tutto in salita: a 2,16 colpisce con il polpaccio l’asticella, che balla e poi cade per il vento. Gli serve un secondo tentativo per farcela, mentre deve ricorrere al terzo per sbarazzarsi di 2,20. Non è serata quattro centimetri più su, a quota 2,24. Tre “x” e gara finita, settimo posto in classifica. “Prendere schiaffi fa sempre bene - le parole, amare, del saltatore delle Fiamme Oro - Dare la colpa al vento sarebbe una scusa. Certo, le condizioni non hanno aiutato ma non è questo il problema. Ci sono problemi tecnici da risolvere, alti e bassi in allenamento e poca consapevolezza tecnica. Abbiamo iniziato le gare consci del fatto che non devo essere al top della forma in questo momento della stagione, ma questa performance è da cancellare e non andrà ripetuta a Birmingham il 21 maggio. Oggi non ho fatto salto in alto. Comunque non inficia minimamente il mio percorso verso i Mondiali di Eugene”. Chi può sorridere è il coreano Woo Sang-hyeok, il saltatore più in palla del momento: con 2,33 si prende la miglior misura dell’anno all’aperto. Oltre al campione del mondo indoor, buone impressioni le desta anche il padrone di casa Mutaz Barshim già a 2,30 nella prima uscita dalle Olimpiadi di Tokyo e dalla medaglia d’oro condivisa con Gimbo. 

TORTU - L’anemometro recita +2.1 nei 200 metri, un filo oltre il consentito. Da una sfavorevole prima corsia, Filippo Tortu non va oltre il settimo posto con 20.41 a tre decimi esatti dal primato personale siglato nello scorso settembre a Nairobi, nella sua ultima uscita sulla distanza, che quest’anno intende abbracciare con maggiore consistenza rispetto al passato. Lì davanti volano gli americani Noah Lyles (19.72) e Fred Kerley (19.75), più indietro il trinidegno Jereem Richards (20.15) e il canadese oro olimpico Andre De Grasse (20.15). Prima di Tortu gli altri due canadesi Aaron Brown (20.18) e Jerome Blake (20.25). L’analisi della gara dalla voce del 23enne brianzolo delle Fiamme Gialle: “Il campione del mondo Lyles ha fatto qualcosa di stratosferico, io l’ho visto troppo da dietro per i miei gusti - osserva - sapevo che non avrei avuto una corsia agevole ma ho comunque preferito venire a gareggiare contro atleti di livello mondiale. Ho fatto fatica a correre la prima parte, così facendo nei secondi cento metri ne avevo un po’ meno del solito. Ma non è andata male. Sui 200 stiamo lavorando bene e avrò l’occasione di dimostrarlo durante la stagione”.

BATTOCLETTI - Tanto vento in faccia nel rettilineo opposto, a favore invece nella retta principale: “C’erano circa 130 metri su 400 con vento contrario, è come correre contro un muro, condizioni difficilissime”, il suo rammarico dopo la gara. Nadia Battocletti rimane con le migliori fino alla campana dell’ultimo giro, quando comincia a scatenarsi la burundiana Francine Niyonsaba che poi con una maestosa volata (8:37.70, world lead) batterà la keniana due volte campionessa olimpica dei 1500 Faith Kipyegon (8:38.05), dopo passaggi a 2:56.21 al primo km e 5:53.32 al secondo mille in una gara senza lepri a dettare il ritmo. La 22enne trentina delle Fiamme Azzurre conduce una prova accorta, sempre coperta, in prima corsia e nella pancia del gruppo. Le manca qualcosa negli ultimi quattrocento metri, quando perde contatto dalle fuoriclassi, firmando comunque il primato personale all’aperto (undicesima in 8:50.66, precedente 8:54.91) ma superiore all’8:41.72 indoor corso in febbraio a Val-de-Reuil: “Venivo a Doha con altre ambizioni, anche perché 8:50 lo devo fare come passaggio per i 5000 metri - sottolinea l’azzurra, settima alle Olimpiadi - ma queste tappe di Diamond League aiutano tanto a crescere”. La prossima tra otto giorni, sabato 21 maggio a Birmingham nei 5000.

ABDELWAHED - L’arrivo al fotofinish tra l’oro olimpico Soufiane El Bakkali (Marocco, 8:09:66) e l’argento Lamecha Girma (Etiopia, 8:09.67) è tra i momenti agonisticamente più intensi della serata. Il viaggio in Qatar dell’azzurro Ahmed Abdelwahed (Fiamme Gialle) vale invece un nono posto con 8:26.89 lontano dai suoi migliori riscontri. “Il vento ha influito, importante essere arrivato davanti agli altri atleti europei in gara”, le sue parole nel post-gara.

GIAVELLOTTO SHOW - C’è chi beneficia del vento: due giavellottisti sfondano i novanta metri a Doha. In Qatar si esalta di nuovo il grenadino Anderson Peters che trionfò ai Mondiali 2019 a pochi chilometri da questo impianto, allo stadio Khalifa: con 93,07 timbra il record continentale, agguanta la vetta mondiale del 2022 e diventa il quinto uomo di ogni epoca. Oltre i novanta pure il ceco argento olimpico Jakub Vadlejch. 86,09 per il terzo posto del tedesco Julian Weber.

IN PISTA - Si vola con vento regolare nei 200 al femminile, sulle ali di una regale Gabby Thomas (Stati Uniti), a segno con 21.98 (+1.3) piegando sul lanciato la giamaicana Shericka Jackson (22.07). Alsaleck (già noto come Samba) non si presenta al via, diventa quindi un vis-a-vis la gara dei 400 ostacoli: la spunta il bronzo olimpico Alison Dos Santos con il mondiale stagionale di 47.24 sull’argento di Tokyo Rai Benjamin (Usa, 47.49). Viziato da una brezza di +3.8 il 12.43 della statunitense primatista del mondo Keni Harrison nei 100hs, un centesimo meglio di Tobi Amusan (Nigeria) e Britany Anderson (Giamaica) entrambe a 12.44. Non si infiammano i 400 metri femminili, comandati dalla dominicana Marileidy Paulino con 51.20. Soffre nel finale la campionessa olimpica Shaunae Miller-Uibo (Bahamas, 51.84) infilata nei metri conclusivi dalla giamaicana Stephenie Ann McPherson che le soffia il secondo posto (51.69). Stessa sorte per gli 800 maschili: la lepre scappa via ma i protagonisti pensano soltanto al corpo al corpo, più che al crono, oggi complicato da centrare. Il più reattivo è il diciottenne argento iridato al coperto Noah Kibet (Kenya) che si impone in 1:49.08 precedendo Peter Bol (Australia, 1:49.35) e Marco Arop (Canada, 1:49.51). Keniani anche i 1500 per merito di Abel Kipsang (3:35.70) che beffa il connazionale argento olimpico Timothy Cheruiyot (3:36.16).

IN PEDANA - Eolo (rilevato anche a +7.3!) condiziona inevitabilmente anche il triplo: una bufera alle spalle spinge la giamaicana Shanieka Ricketts a 14,82 (+6.5) davanti all’ucraina Maryna Bekh-Romanchuk (14,73/+6.3). Tripletta Usa nel peso femminile: più lontana di tutte va Chase Ealey (19,51), ai danni di Maggie Ewen (19,32) e Jessica Ramsey (18,99).

naz.orl.

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