Mondo: Kawauchi, Mister Marathon

03 Gennaio 2018

Il maratoneta giapponese inaugura il 2018 con la 76esima 42 km della carriera sotto le 2h20, un primato da Guinness.


 

di Marco Buccellato

Anno nuovo, solito Yuki, subito da Guinness. Il maratoneta giapponese Yuki Kawauchi, universalmente noto per la ingente quantità di maratone disputate annualmente (ben dodici nel 2017) ha corso e vinto in 2h18:59 la 42 km statunitense di Capodanno a Marshfield, nel Wisconsin, stabilendo il nuovo "record mondiale" di maratone concluse sotto le 2h20. In questa particolare classifica, secondo alcune fonti, Kawauchi ora detiene da solo il primato, salito allo strabiliante numero di 76, staccando di una lunghezza lo statunitense Douglas Kurtis. Il runner USA, fino allo scorso 16 dicembre, comandava la statistica con 75 maratone corse in meno di 2h20: Kawauchi ha avuto il merito di pareggiarlo vincendo a Gifu 24 ore dopo in 2h10:03, e con il Capodanno è arrivato anche il sorpasso.

Con la corsa di Marshfield diventano ben tre le 42 km disputate da Kawauchi in meno di un mese, contando anche il nono posto di Fukuoka, lo scorso 3 dicembre, in 2h10:53. Poco interessante il crono a Marshfield, peraltro senza avversari di vaglia, per di più con temperatura sottozero e con un "negative split" settato nelle due metà in 1h10:29 e 1h08:30. Va notato come, nelle dodici 42 km del 2017, Kawauchi abbia sempre concluso la fatica entro le prime dieci posizioni, compreso il nono posto ai Mondiali di Londra. Solo in due maratone, in tutta la carriera, Kawauchi ha corso in un tempo superiore alle 2h20. Piani futuri: all'orizzonte di Yuki c'è Boston, terreno podistico inedito per lui, laddove l'ultimo giapponese primo al traguardo fu il grande Toshihiko Seko nel 1987.

LA CARICA DELLE 301 - Maratone: altro regalo da Guinness arrivato nel 2017, quello della straordinaria densità di atlete capaci di correre la maratona, nell'anno trascorso, sotto alcuni standard cronometrici. A parte la media delle migliori prestazioni delle prime dieci del mondo, anche questo un record, si è toccata la vertiginosa cifra di 301 specialiste sotto le 2h34 su percorso certificato.

A superare il già inedito super-numero di trecento, è stata una etiope, Meseret Kitata Tolwak, prima a Guangzhou la vigilia di Natale in 2h31:01.

AFRICA RULES, ITALIA A RIDOSSO DELLE UK  - Qualche conto spicciolo: delle 301 atlete in lista, 101 sono etiopi e ben 77 keniane, cioè oltre il 50% dell'espressione terrestre di alto livello. Se si aggiungono in quota etiope anche le 6 maratonete del Bahrain e una tedesca (tutte ex-Etiopia), si sale ancora. A seguire la foltissima rappresentanza africana c'è il Giappone, 27 specialiste sotto le 2h34, poi gli USA con 15. A 6 troviamo il Bahrain come detto, l'Australia e finalmente uno spicchio d'Europa con le britanniche. L'Italia (con Bertone, Dossena, Incerti, Epis e Maraoui) è ottava al mondo e seconda in Europa, con 5 specialiste tra le prime 301 del 2017 insieme a Russia e a Corea del Sud. Numeri per area: Africa senza rivali con 186 atlete. Europa e Asia se la giocano da vicino con 46 e 42 rappresentanti.

FINE ANNO DI CORSA - Giro d'orizzonte delle gare su strada disputate in prossimità della fine d'anno e a San Silvestro. Start giapponese: la mezza di Okayama dell'antivigilia di Natale è andata alla 22enne keniana Pauline Kaveke Kamulu (prima a Udine nel 2016) in 1h08:04, largamente primato personale. L'etiope 19enne Bulo ha vinto la 10 km in 32:03. Grande prestazione sui 10 km di Madrid di Gelete Burka. Nell'ennesima "flat" spagnola, l'etiope ha distrutto la concorrenza chiudendo in 30:55, a due secondi dal crono realizzato nella precedente vittoria madrilena del 2013, allora record nazionale. Veloce anche il crono del vincitore maschile, il keniano Erick Kiptanui, in 27:34.

L'ORA SVIZZERA - E' il momento del 21enne elvetico Julien Wanders, che dopo i successi a Bulle, Ginevra e Basilea ha chiuso l'anno in bellezza assicurandosi la 10 km francese di Houilles in 28:02, primato svizzero.

Kenya e ex-Kenya a Peuerbach, in Germania, dove Victor Chumo e la primatista mondiale dei 3000 siepi Ruth Jebet hanno vinto la corsa di San Silvestro, la Jebet con ampio margine e Chumo in volata sul tedesco Ringer. Sempre in Germania, facile successo di Kostanze Klosterhalfen a Trier. Nella classica corrida di San Paolo (Brasile, 15 km) successi di Flomena Cheyech e dell'ex-etiope, ora Bahrain, Dawit Fikadu Admasu.

ATLETI DELL'ANNO NEL MONDO - Riepilogo finale: Track and Field News ha incoronato Sam Kendricks, primo astista a vincere il poll del magazine USA, e Tori Bowie, freccia dei 100 iridati di Londra. Sempre Kendricks si è assicurato il prestigioso Jackie Joyner-Kersee Award, che tra le donne è andato alla popolarissima siepista Emma Coburn. UK: la British Athletics Writers’ Association ha premiato Mo Farah e Laura Muir. Esiti scontati in Belgio (Nafi Thiam è la sportiva dell'anno), Svezia (il discobolo Stahl atleta n. 1), Portogallo (Evora e la marciatrice Henriques). Marciatori al vertice anche in Giappone (Hiroki Arai atleta dell'anno) e Perù (Kimberley Garcia). Altri premiati nei rispettivi paesi: Elijah Manangoi e Hellen Obiri in Kenia, Lea Sprunger e Kariem Hussein in Svizzera, Luka Janezic e Martina Ratej in Slovenia, Andrius Gudzius e Airine Palsyte in Lituania, Yarisley Silva e Cristian Napoles a Cuba.

SUPERSTARS - Inevitabili i primi posti nei poll di pertinenza per Dafne Schippers in Olanda, Katerini Stefanidi in Grecia, Ivana Spanovic in Serbia, Yuliya Levchenko in Ucraina e Sandra Perkovic in Croazia. Mariya Lasitskene-Kuchina (già a 2 metri in avvio di stagione indoor) è l'atleta dell'anno in Russia: insieme a Mutaz Barshim è anche la n. 1 mondiale per Athletics International. Per Track and Field News plebiscito pro-Barshim, mentre al femminile l'ha spuntata Anita Wlodarczyk, che ha chiuso il 2017 con la più lunga striscia di imbattibilità del pianeta, ben 42 finali senza sconfitta in tre anni.

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